Madagascar, l’isola magica di Tsarabanjina

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Al largo della costa nord-occidentale del Madagascar, c’è un’isola magica a forma di cuore, dove le tartarughe marine depongono le uova, le balene si corteggiano danzando tra archi d’acqua disegnati nel cielo e di notte, il mare si illumina stendendo veli di pizzo sulla sabbia. Come se tutte le stelle della via lattea rotolassero sulla cresta di ogni onda che si rincorre e sfiora terra.

Tsarabanjina la poesia ce l’ha nel nome: in malgascio significa “isola bella da guardare”. Ma con i suoi venti ettari di basalto scuro, sabbia borotalco e foresta selvaggia è tutta da vivere a piedi nudi e da scoprire senza fare troppo rumore, come si farebbe in uno spicchio di paradiso terrestre.

Qui, in una grotta, è sepolto il primo re dei Sakalava, l’antico popolo malgascio originario del Madagascar, che torna ogni anno a rendergli omaggio portando doni, rum, miele e monete. Sull’isola si trovano 25 ville di legno con il tetto di paglia, una veranda privata e la vista, su un mare che incanta per i suoi turchesi, dalla trasparenza dei veli del più romantico dei letti africani.

Questa isola-resort tanto selvaggia quanto esclusiva, di Constance Hotels & Resorts, ha ricevuto i riconoscimenti più prestigiosi nel settore dell’ospitalità, l’ultimo è il “Global Win in Luxury Private Island” ai World Luxury Hotel Awards. La cucina punta sui sapori speziati locali, che accompagnano il pesce o i deliziosi filetti di zebù. Mentre il profumo di vaniglia aleggia nell’aria insieme al tabacco dolce dei sigari da meditazione di chi degusta i rum malgasci, serviti davanti al sipario dei tramonti infuocati.

È la più grande dell’arcipelago di Mitsio, dichiarato Parco Marino per la varietà di oltre trecento tipi di coralli e 1.300 specie di pesci, oltre ai 56 tipi di squali, che abitano i fondali di questi atolli: qui il bagno si fa con le tartarughe, le razze, gli squali balena, i delfini, i pesci pagliaccio, i fucilieri e i pesci scorpione. Da Tsarabanjina, in barca sono facilmente raggiungibili gli isolotti “Les Quatres Frères”, i quattro fratelli, dove hanno il nido diverse specie di uccelli come la fregata, la sula bassana e gli uccelli tropicali codabianca.

Grand Mitsio è l’isola di altissime canne d’organo di basalto abitata dai pescatori e popolata da giganteschi baobab, Ankarea è l’isola disabitata di Mitsio, ma tanto amata per gli scenari subacquei visibili durante lo snorkeling e le immersioni. Nosy Komba è l’altra grande isola dell’arcipelago, famosa perché popolata dai maki, più conosciuti come lemuri macachi endemici del Madagascar, da tartarughe centenarie, serpenti e persino un boa, che abitano all’interno della foresta affacciata sul coloratissimo villaggio di Ampangorina: colmo di lavandaie, ricamatrici e artigiane esperte che realizzano le tovaglie stese al sole lungo il percorso che porta al porticciolo.

Da qui il rientro sull’isola di Tsarabanjina coincide con il tramonto, quando l’acqua si tinge di rosa e la giornata si conclude con un massaggio rilassante nella USPA by Constance, sulla spiaggia, con oli a base di ingredienti naturali, essenze e fiori del Madagascar. La notte poi si fa dolce. E quando si illuminano il mare e i puntini nel cielo, si resta con il naso all’insù in attesa di una stella cadente alla quale chiedere solo di poter tornare su questa isola. Che parla d’amore e semina cuori sul sentiero di chi sa leggerle l’anima.

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