Al Belmond Hotel Cipriani, un cocktail celebra la grande Venezia

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La laguna è pronta a riaccendere i riflettori alla 61esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. E se è vero che a Venezia esiste un portale energetico che permette di fluttuare fuori dallo spazio e dal tempo, allora segnatevi le sue coordinate gps, perché si attiva non appena gli ospiti posano i piedi sul pontile dove attracca la lancia di uno degli hotel più amati. Chi conosce l’isola della Giudecca sa che il Belmond Hotel Cipriani è scrigno di quiete e bellezza, è indelebile esperienza per tutti i sensi, è il luogo in cui si torna anche solo per un aperitivo, perché le note del pianoforte diventano la colonna sonora di un momento speciale, a bordo piscina e sotto un cielo di stelle. Dove quest’anno si trova un bacaro veneziano gourmet, che prepara cicchetti a base di polenta e baccalà, gnocco fritto e guanciale di Sauris, fiori di zucchina al Morlacco e altre prelibatezze da gustare in punta di dita.

Gli onori di casa al lussuoso Belmond Hotel Cipriani li fa Marco Novella, il Managing Director arrivato in pieno solstizio d’estate nel 2021. Oggi, ad accogliere gli ospiti al meraviglioso Bar Gabbiano a bordo piscina ci pensa il team guidato da Gianfranco Cacciola. Fin dal 1975, prima di Cacciola, il braman Walter Balzonella ha distillato goccia a goccia l’atmosfera veneziana offrendola agli ospiti nelle preziose coppe di Murano, con un sottobicchiere ricamato a mano di Burano e un cocktail nato per celebrare i 1600 anni di storia della città, il 421 Venezia Mia. Un inno alla Repubblica Veneziana, all’arrivo delle spezie con Marco Polo e alla fusione di profumi e sapori provenienti sia dal mondo bizantino e arabo, che dal nord Europa, dalla Dalmazia e dall’Istria.

Questo drink seduce lo sguardo per il suo rosso rubino, ma poi l’alchimia si sorseggia a occhi chiusi, dopo essere stati inebriati dal profumo delle more di rovo dei giardini della Giudecca, dal pepe del Bengala, di Timut, dell’Indonesia e di Sichuan, ma anche dal cardamomo verde, dalle bacche di ginepro, dal timo limonato, dalle bucce di agrumi e dalle erbe aromatiche degli antichi orti del Cipriani. La base non poteva che essere il Malvasia Rosso Passito, che grazie a Venezia lo rese il vino più famoso d’Europa tra il 1300 e il 1600: tanto che la Repubblica di Venezia creò uno scalo dedicato, chiamato ancora oggi Fondaco della Malvasia. Altro importante ingrediente del cocktail è il Maraschino Buton, la sua produzione è iniziata nella Dalmazia Veneta, insieme al Select Bitter, con le sue trenta erbe nato a Venezia nel 1920, protagonista indiscusso dello Spritz Veneziano, e al Prosecco Bisol Crede Brut.

E l’esperienza al Cipriani di Venezia si conclude spesso così, con la sensazione di essere stati incredibilmente in pace, in un luogo magico, non si sa mai esattamente per quanto tempo. L’unica assoluta certezza è che sia sempre troppo presto per andarsene e tornare nello scorrere del mondo.

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