Alessandro Borghese

 In Food, Special Guest

Lo chef Alessandro Borghese inaugura la riapertura del suo ristorante milanese in CityLife, AB – Il Lusso della Semplicità, nel periodo più romantico dell’anno. E nel menù dedicato a San Valentino non mancheranno le sorprese agli innamorati che hanno prenotato un tavolo da lui.

Nel suo ristorante AB – Il Lusso della Semplicità è tutto pronto per riaccendere i fuochi?
«Abbiamo già aperto mercoledì con grande soddisfazione da parte dei nostri clienti. Le persone non aspettano altro, hanno un gran desiderio di sedersi a tavola e di gustare dell’ottimo cibo, sorseggiando un buon calice di vino. Per il momento siamo aperti solo a pranzo: vista la situazione abbiamo ancora una limitazione per le cene che sta penalizzando tutto il mondo della ristorazione. Avremmo dovuto poter aprire già da tempo anche a cena, visto l’impegno e l’investimento che abbiamo messo in atto per adeguarci a tutte le norme di sicurezza richieste. Il mondo della cucina non si può accendere e spegnere a piacimento in maniera tanto rapida, speriamo che questo messaggio sia arrivato chiaro a chi di dovere».

Avete pensato a creare più turni per il pranzo?
«No, per scelta. Noi abbiamo un turno singolo a pranzo e uno solo a cena, perché non voglio snaturare la mia ristorazione per fare cassetto. Aprire a pranzo non è un espediente per coprire tutti i costi, per questo è necessario poter lavorare anche la cena. Una preziosa bottiglia di vino non la ordini a pranzo, perché poi torni in ufficio o corri a prendere i figli a scuola. La ristorazione vive per la cena. Nel nostro gergo si dice che a pranzo si fa la legna, per coprire le spese, e la sera si fa l’incasso. Che di fatto sta mancando da oltre un anno, mentre le spese continuano a esserci. Sono molto preoccupato per i piccoli ristoratori, per chi non ha la capacità di sostenere questo momento storico di grande difficoltà».

Parliamo dell’amore e di San Valentino. Come coccolerà gli innamorati che verranno a festeggiare la loro unione nel suo ristorante?
«Mi piace pensare all’amore nel senso più ampio del termine. Per me l’amore è quello che si prova per un amico, per un figlio, per i propri genitori, non solo quello tra marito e moglie o tra compagni di vita. Abbiamo pensato a una sorpresa nell’allestimento del ristorante e anche nel menù. Oltre ad alcune personalizzazioni speciali su richiesta. Ma non posso svelare nulla. La parte dedicata agli innamorati sarà il dolce Heart Attack!, un amore da colpo di fulmine. Posso solo dire cioccolata, sfera e sorpresa. E poi ogni coppia potrà portarsi a casa un regalo: Chef Boy in Love, una capsule collection di cioccolatini premium Valrhona».

A Pasqua sarà alle Maldive sulle due isole di Constance Hotels & Resorts, cosa ha in programma?
«Due cene di gala alla Food Week delle Maldive. Tra me e Constance c’è un rapporto di grande stima e reciproca amicizia. Abbiamo lavorato insieme alle cene di gala a Mauritius e desideriamo ripetere l’esperienza anche a Moofushi e Halaveli. Una cena sarà più pop e una più gourmet».

Dietro ogni suo piatto c’è una storia da raccontare. Sono nati così gli Alessandro Borghese Kitchen Podcast prodotti da Dopcast?
«Sì e sono divertentissimi, perché è un modo nuovo per raccontare un Alessandro Borghese “unplugged” (https://dopcast.lnk.to/kitchenpodcast). Diverso da quello che si vede nella serie di #ale4ristoranti, perché autentico nei racconti di vita vissuta in maniera informale. Parliamo delle mie esperienze sulle navi da crociera, delle mie passioni per le macchine e per gli orologi. E poi mi diverto a raccontare anche un po’ di aneddoti legati ai miei libri di cucina».

Quali progetti ci sono all’orizzonte?
«C’è un’apertura nuova nella cultura del Lusso della Semplicità in previsione, altri progetti legati alla comunicazione nel mondo del food, nella gestione di talent e sturt up ristorative, ma non posso ancora svelare di più. Ho appena concluso la nuova serie di Cuochi d’Italia, ricomincerò presto la stagione nuova di Alessandro Borghese Quattro Ristoranti, dove mi vedrete finalmente on the road per andare al ristorante di sera, in maniera virtuale, per portare gli italiani a scoprire posti nuovi e le cucine del nostro Paese».

Si amplierà il mazzo delle AB Card?
«Le AB Card sono state figlie del lockdown, non escludo che si possa creare qualche nuova card, oltre a quelle dei menù e dei vini: sono un modo divertente per venire a gustare una cena di lusso nel mio ristorante. È un regalo apprezzato, perché ha prezzi diversi, numero di portate e tipi di piatti vari».

Come si combina l’alta ristorazione con il delivery?
«L’alta cucina di AB – Il Lusso della Semplicità non permetterei mai di ordinarla, perché la mia “Cacio e Pepe” arriverebbe a casa con connotati di sapori e presenza assolutamente irriconoscibili. Ma stiamo lavorando a un nuovo brand del delivery che recapita a casa un monoprodotto. Un “prendo e mangio” da gustare in ufficio o la domenica a casa con gli amici durante una partita».

www.alessandroborghese.com

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